Radio 24
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La nostra opinione su Radio 24 da Appgk
Ho provato Radio 24 con un’idea precisa: capire quanto sia utile avere nello stesso posto i programmi dell’emittente, gli ascolti in diretta, i podcast e le serie video. La risposta, nella mia esperienza, è positiva soprattutto per chi segue l’informazione economica, politica e sociale mentre si sposta o lavora. Il punto forte non è soltanto la quantità di contenuti, ma la possibilità di passare dalla radio in tempo reale a un programma da recuperare più tardi, senza cambiare continuamente servizio.
L’app appartiene alla categoria delle notizie e riviste ed è sviluppata da Radio 24 - Il Sole 24 ORE. È gratuita, ha una classificazione PEGI 3 e funziona su dispositivi Android con sistema operativo 7.0 o successivo. La presenza sul mercato è ormai consolidata: è stata pubblicata il 12 marzo 2013 e ha superato le 500 mila installazioni. Il suo punteggio medio è di 4,0 su 5, con circa 4,4 mila valutazioni e 2,1 mila recensioni.
La diretta come punto di partenza, non come unico modo di ascoltare
La funzione che considero più importante è l’accesso ai programmi di Radio 24 in diretta. Aprire l’app e ascoltare ciò che sta andando in onda restituisce la sensazione di usare una radio tradizionale, ma con un vantaggio concreto: il telefono diventa il punto di accesso principale anche quando non ho una radio a portata di mano. In auto, durante una pausa o mentre preparo la cena, posso seguire il flusso dell’emittente senza dover cercare manualmente una frequenza.
La diretta, però, ha un limite evidente: richiede di collegarsi nel momento giusto. Se un programma mi interessa ma non riesco a seguirlo all’orario previsto, il valore dell’app cambia grazie alla parte dedicata ai podcast. Qui Radio 24 diventa meno simile a una semplice radio online e più vicina a una raccolta organizzata di contenuti da ascoltare secondo i miei tempi.
I migliori aspetti di Radio 24
Aspetti da tenere a mente su Radio 24
Questo passaggio dalla simultaneità alla scelta personale è il vero motivo per cui la considero più pratica dell’ascolto radiofonico classico. Non devo rinunciare a una trasmissione perché sono in riunione, in viaggio o impegnato in un’attività che non posso interrompere. Posso recuperarla in un secondo momento e costruire una piccola routine personale, scegliendo gli episodi che mi servono invece di seguire tutto il palinsesto.
La presenza delle serie video amplia ulteriormente l’esperienza. Non tutti i contenuti informativi funzionano allo stesso modo solo con l’audio: un’intervista, una spiegazione o un approfondimento possono guadagnare qualcosa dalla componente visiva. Io vedo questa sezione come un complemento, non come il centro dell’app. Chi cerca soltanto video brevi e molto dinamici potrebbe preferire una piattaforma nata per quel formato, mentre chi vuole seguire l’universo editoriale di Radio 24 trova una proposta più coerente.
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Una raccolta utile per chi vuole recuperare gli approfondimenti
Il vantaggio pratico dei podcast non è soltanto poter ascoltare quando si vuole. È anche poter selezionare il tipo di attenzione che ho a disposizione. Se ho pochi minuti, posso cercare un contenuto specifico; se sto facendo un tragitto più lungo, posso dedicarmi a un programma articolato. Questo rende l’app adatta a momenti diversi della giornata, senza obbligarmi a consumare le notizie tutte nello stesso modo.
Un aspetto che apprezzo è la possibilità di usare Radio 24 come filtro editoriale. Invece di passare da molte fonti generaliste, posso concentrarmi su una realtà riconoscibile e seguire i suoi programmi. Naturalmente questo è anche un limite: chi desidera confrontare immediatamente opinioni e impostazioni di testate diverse dovrà affiancare l’app ad altri strumenti. Non la vedo come un sostituto completo di tutte le fonti informative, ma come un punto di riferimento mirato.
Non vuoi leggere la recensione completa?
Per sfruttarla bene, io non la aprirei soltanto quando ho voglia di ascoltare qualcosa a caso. La userei con un criterio semplice: diretta quando voglio sentire il ritmo della giornata, podcast quando cerco un contenuto preciso, video quando l’argomento beneficia di una spiegazione visiva. Questa divisione evita di trattare ogni sezione allo stesso modo e rende più chiaro il ruolo di ciascun formato.
Come si comporta nell’uso quotidiano
In pratica, Radio 24 funziona meglio quando la considero un’app da consultare e ascoltare in brevi sessioni, non necessariamente come un servizio da lasciare sempre aperto. La diretta è adatta a chi vuole compagnia informativa durante un’attività; i podcast sono più indicati per un ascolto intenzionale; le serie video richiedono invece maggiore attenzione e una posizione in cui guardare lo schermo sia comodo.
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Immagino, per esempio, una mattina lavorativa. Prima di uscire posso avviare la diretta per avere un quadro generale mentre preparo il caffè. Sul tragitto, se non voglio seguire il programma in corso, posso passare a un podcast già scelto. Durante la pausa pranzo, invece, posso recuperare un contenuto più breve o guardare una serie video. In questo scenario l’app non mi chiede di cambiare abitudini: accompagna tre momenti diversi con tre modalità differenti.
Un uso meno ovvio riguarda la gestione dell’attenzione. Quando ascolto un programma in diretta, accetto il ritmo deciso dall’emittente. Con un podcast, posso interrompere e riprendere in base alle mie necessità. Questa libertà è utile soprattutto per chi ascolta mentre svolge mansioni domestiche o attività ripetitive. Non devo seguire tutto in una sola volta, e non perdo necessariamente il valore dell’approfondimento solo perché la mia giornata è frammentata.
La stessa flessibilità, però, può trasformarsi in dispersione. Avendo più formati a disposizione, è facile aprire l’app senza sapere cosa cercare. Il mio consiglio è partire da un programma o da un tema preciso, invece di scorrere senza una meta. Per chi desidera un’esperienza completamente automatica, basata su una sequenza infinita di suggerimenti, le piattaforme podcast più generaliste possono risultare più immediate.
La differenza rispetto alla radio tradizionale
Rispetto a una radio fisica, l’app offre una scelta temporale molto più ampia. La radio tradizionale resta imbattibile per la semplicità: accendo e ascolto, senza decidere nulla. Radio 24 aggiunge invece il recupero dei programmi e l’accesso ai contenuti video. È una differenza importante per chi non può sincronizzare la propria giornata con il palinsesto.
Rispetto alle app podcast generaliste, il suo vantaggio è la concentrazione sull’offerta di Radio 24. Non devo filtrare migliaia di programmi per trovare quelli dell’emittente. Lo svantaggio è altrettanto chiaro: se ascolto podcast di molti editori, userò probabilmente più applicazioni e dovrò accettare una gestione meno centralizzata.
Rispetto alle app di notizie, Radio 24 punta maggiormente sull’ascolto e sulla voce. Chi vuole leggere titoli rapidamente, confrontare articoli o consultare una rassegna testuale troverà strumenti più adatti altrove. Io la sceglierei quando il tempo per ascoltare è maggiore del tempo per leggere, oppure quando preferisco seguire un ragionamento sviluppato invece di limitarmi a una sintesi.
Lo scenario in cui dà il meglio
Il caso d’uso migliore, secondo me, è quello di una persona che vuole informarsi durante gli spostamenti senza dipendere da un orario fisso. Penso a un pendolare che al mattino ascolta la diretta, nel pomeriggio recupera un programma in podcast e nel fine settimana guarda una serie video con più calma. Non serve utilizzare tutte le funzioni ogni giorno: il valore sta nel poter scegliere il formato più adatto alla situazione.
È anche una buona soluzione per chi segue con continuità l’economia e l’attualità, ma non vuole passare la giornata davanti a uno schermo. L’audio permette di dedicare attenzione ai contenuti mentre si cammina o si svolgono attività non impegnative. In questo caso, l’app diventa un modo ordinato per trasformare tempi morti in momenti di aggiornamento, senza la pressione di leggere ogni notizia appena compare.
Un altro scenario interessante è quello dello studio personale. Non la userei come unica fonte per preparare un esame o verificare un fatto, ma alcuni programmi possono aiutare a comprendere il contesto e ad ascoltare punti di vista articolati. Il mio metodo sarebbe annotare i temi emersi e poi controllarli su fonti documentali più adatte. L’app può quindi servire come ingresso a un argomento, non come archivio definitivo di tutto ciò che occorre sapere.
Per un ascolto in famiglia, invece, valuterei il tipo di contenuto e il momento della giornata. La classificazione PEGI 3 indica un’app adatta a un pubblico molto ampio, ma questo non significa che ogni tema sia pensato per bambini o che ogni approfondimento sia semplice. La destinazione reale resta quella dell’informazione generale per adulti e ragazzi più grandi interessati all’attualità.
Dove emergono i compromessi
Il primo compromesso riguarda la dipendenza dal collegamento internet. La diretta, per sua natura, richiede una connessione attiva; anche i contenuti audio e video vanno gestiti tenendo conto del consumo di rete. Se viaggio spesso in zone con copertura irregolare o ho un piano dati molto limitato, dovrò organizzare con attenzione le sessioni di ascolto e preferire, quando possibile, il collegamento più stabile disponibile.
Il secondo riguarda il rapporto tra immediatezza e profondità. Una radio live è immediata, ma non mi permette di scegliere sempre il punto esatto da cui partire. Un podcast è più flessibile, ma richiede qualche decisione in più. Le serie video possono essere più coinvolgenti, però non sono adatte a essere consumate mentre guido o mentre svolgo attività che impegnano la vista. Ogni formato risolve un problema e ne introduce uno diverso.
Non sceglierei Radio 24 come app principale se il mio obiettivo fosse ricevere notizie da molte testate in una sola schermata. In quel caso, un aggregatore o una piattaforma con fonti personalizzabili sarebbe probabilmente più efficiente. Allo stesso modo, chi cerca intrattenimento leggero, musica o podcast internazionali dovrebbe orientarsi verso servizi più ampi.
La gratuità è un punto favorevole, ma non elimina i costi indiretti dell’uso in streaming: dati mobili, batteria e tempo. Io eviterei di lasciare la riproduzione attiva senza motivo e sceglierei il formato in base al contesto. Un video consumato durante un’attività in cui non posso guardare lo schermo è una scelta poco efficace; una diretta lasciata in sottofondo può invece avere senso quando non ho bisogno di seguire ogni passaggio.
Un’ulteriore attenzione riguarda l’abitudine all’ascolto passivo. Seguire molti programmi può dare l’impressione di essere sempre aggiornati, ma ascoltare non equivale automaticamente a verificare. Per temi delicati, io prenderei nota delle informazioni importanti e le confronterei con documenti, comunicati o altre fonti. Questo non è un difetto esclusivo dell’app: è il limite naturale di qualsiasi strumento che presenta l’attualità in forma audio o video.
Chi può trarne più beneficio
La consiglierei soprattutto a chi già conosce Radio 24 o vuole seguirne i programmi senza vincolarsi alla radio tradizionale. È adatta a pendolari, professionisti, studenti universitari e ascoltatori che preferiscono approfondimenti parlati durante gli spostamenti. La combinazione tra diretta, podcast e video permette di adattare l’uso a giornate molto diverse, e il fatto che sia gratuita rende semplice provarla senza un impegno economico.
La trovo interessante anche per chi vuole ridurre il tempo passato a scorrere titoli sui social. Aprire direttamente una fonte editoriale specifica può aiutare a evitare il flusso casuale di notizie e commenti. Non significa ricevere un’informazione neutra o completa in senso assoluto, ma scegliere con maggiore consapevolezza il canale da seguire.
La eviterei come unica app informativa se ho bisogno di aggiornamenti scritti rapidissimi, notifiche da molte fonti o un confronto costante tra orientamenti diversi. In quel caso la affiancherei a un’app di news testuali e a fonti istituzionali. La eviterei anche se cerco soprattutto musica, fiction audio o podcast di generi non legati all’attualità e all’informazione.
Prima di installarla, mi chiederei quindi non “voglio tutte le notizie?”, ma “voglio ascoltare i programmi di Radio 24 nei momenti in cui non posso leggere?”. Se la risposta è sì, il suo modello ha senso. Se preferisco scegliere singoli articoli, leggere in silenzio o riunire contenuti di moltissimi editori, esistono alternative più adatte alle mie abitudini.
Il mio giudizio dopo l’utilizzo
Il valore più concreto di Radio 24 è trasformare una programmazione legata all’orario in un’esperienza più elastica. La diretta mantiene il carattere della radio, mentre podcast e serie video mi permettono di recuperare e approfondire senza inseguire il palinsesto. È una soluzione semplice da capire, ma abbastanza versatile da accompagnare momenti diversi della giornata.
Non la considero universale e non la userei per sostituire ogni altra fonte. La sua forza nasce proprio dalla specializzazione: offre un accesso concentrato ai contenuti di Radio 24 - Il Sole 24 ORE, con un approccio più adatto all’ascolto che alla lettura veloce. Per chi cerca quel tipo di esperienza, Radio 24 è un’app gratuita che vale la pena provare. Per chi vuole un aggregatore completo o un catalogo podcast senza confini editoriali, la scelta migliore sarà probabilmente un’altra.
Domande frequenti su Radio 24
Che cos’è Radio 24 e quali contenuti offre?
Radio 24 è l’app ufficiale dell’emittente italiana dedicata soprattutto a informazione, economia, attualità, politica, cultura e intrattenimento. Dall’app è possibile ascoltare la diretta radiofonica, seguire numerosi programmi e recuperare contenuti on demand. È pensata sia per chi vuole rimanere aggiornato durante la giornata sia per chi preferisce ascoltare podcast e approfondimenti in un momento successivo.
È possibile ascoltare Radio 24 gratuitamente?
Sì, l’accesso ai principali contenuti dell’app Radio 24 è generalmente gratuito. Non è normalmente richiesto un abbonamento per ascoltare la diretta o consultare molti programmi e podcast disponibili. Tuttavia, possono essere presenti contenuti, servizi o modalità di fruizione soggetti a eventuali condizioni specifiche della piattaforma. Per usare l’app senza interruzioni è consigliabile disporre di una connessione internet stabile.
Radio 24 funziona anche senza connessione internet?
La diretta radiofonica e la maggior parte dei contenuti trasmessi in streaming richiedono una connessione Wi-Fi o dati mobili. Alcuni podcast potrebbero offrire la possibilità di essere scaricati o salvati per l’ascolto offline, ma la disponibilità di questa funzione può dipendere dalla versione dell’app e dal contenuto selezionato. Prima di viaggiare, conviene verificare se l’episodio è stato realmente scaricato sul dispositivo.
Quali funzioni sono disponibili nell’app Radio 24?
Tra le funzioni più utili si trovano l’ascolto della diretta, la consultazione dei programmi, la riproduzione di podcast e contenuti on demand e, in base alla versione installata, la possibilità di cercare episodi o argomenti specifici. L’app è particolarmente comoda per alternare la programmazione live agli approfondimenti già trasmessi, anche se alcune funzioni possono variare tra Android e iOS.
L’app Radio 24 è compatibile con Android e iPhone?
Radio 24 è pensata per essere utilizzata sui principali dispositivi mobili Android e iOS, ma la compatibilità effettiva dipende dalla versione del sistema operativo e dagli aggiornamenti pubblicati dagli sviluppatori. Prima del download è consigliabile controllare la scheda ufficiale su Google Play o App Store, verificando requisiti, dimensioni dell’app, autorizzazioni richieste e ultime modifiche indicate nella descrizione.











